Il sitar ha segnato la storia delle musiche rock psichedeliche, pop e cinematografiche con il suo ronzio ricco di armonici e le sue risonanze "infinite". La Ravish Sitar non cerca solo di imitare un colore esotico: ricrea la logica stessa dello strumento, con una corda principale (Lead) e un set di corde simpatetiche accordabili che entrano in risonanza in base al tuo modo di suonare.
Risultato: un effetto che si colloca a metà strada tra simulatore di strumento acustico e synth chitarra, pensato per arrangiamenti, riff iconici e paesaggi sonori.
Questa pedaliera è rivolta ai chitarristi (e più in generale agli strumentisti elettrificati) che vogliono uscire dai sentieri battuti: rock, indie, post-punk, colonne sonore, ambient, elettronica... È anche formidabile per creare intro, ponti, temi ripetitivi in stile drone o texture "organiche" da sovrapporre in studio.
In contesto live, brilla se ami giocare con la dinamica e scolpire il suono con il piede: l'espressione controlla parametri musicali (pitch/volume del drone) senza rompere il tuo fraseggio.
La Ravish Sitar combina regolazioni semplici sul pannello frontale e una logica di modalità per spingersi lontano. Trovi potenziometri dedicati ai livelli (Dry, Lead, Sympathetic) per dosare con precisione il mix, oltre a due controlli di timbro (Lead e Sympathetic) per passare da un sitar incisivo e brillante a una texture più rotonda e ronzante.
Puoi anche regolare parametri chiave del comportamento: tempo di decadimento/decay della voce Lead, tonalità/scala delle corde simpatetiche (con possibilità di scale "esotiche") e modulazione per dare movimento al drone. La pedaliera permette di salvare e richiamare preset per passare da un settaggio "riff" a uno "tappeto" all'istante.
Per quanto riguarda l'espressione, due ingressi separati offrono una vera sensazione di strumento: uno per piegare il pitch della voce Lead verso l'alto, l'altro per pilotare il livello delle corde simpatetiche. Perfetto per salite micro-melodiche, accenti di fine frase o drone che respirano al tempo del brano.
La firma sonora della Ravish Sitar è questo mix unico tra attacco preciso e ronzio armonico: la voce Lead mantiene una lettura chiara delle tue note (polifonica), mentre le corde simpatetiche aggiungono quella risonanza "cantante" che riempie lo spazio.
In base al dosaggio Dry/Lead/Sympathetic, puoi restare credibile per evocare un sitar in un arrangiamento, oppure passare a una texture più sperimentale, quasi "strumento ibrido". Su un pedalboard, ama delay e riverberi, e l'uscita "Sympathetic Only" apre routing creativi (ad esempio: drone immerso in un riverbero, Lead più diretto).
Tra le referenze, la trovi citata da musicisti molto diversi, da Billie Joe Armstrong a Steve Vai, passando per Mike Kerr (Royal Blood), Moby o Reeves Gabrels: un buon indicatore della sua versatilità, oltre il semplice "gimmick".