Il feedback fa parte del linguaggio della chitarra elettrica: sustain infinito, armonici che cantano, note che "decollano" appena si spinge l'amplificatore. Il problema è che, in pratica, questo suono dipende dal volume, dalla posizione sul palco, dal cabinet, e diventa presto difficile da gestire quando si deve restare discreti (cabina, home studio, in-ear monitor, piccoli palchi).
La DigiTech FreqOut affronta esattamente questo punto: rinforza un armonico selezionato a partire dalla nota in ingresso per generare un feedback credibile, senza richiedere volumi eccessivi. Il risultato: mantieni l'intenzione musicale del feedback, ma con controllo e ripetibilità adatti agli setup attuali (amplificatori, pedali, modellazione).
La FreqOut è rivolta ai chitarristi (e più in generale agli strumentisti elettrici) che vogliono aggiungere sustain e armonici controllati senza dipendere dal volume. È particolarmente utile se suoni in studio, con un amplificatore a basso volume, un attenuatore, una simulazione di amplificatore, o se devi evitare feedback incontrollati sul palco.
Per quanto riguarda gli stili, trova naturalmente posto nel rock, blues, metal, post-rock e ambient: tenuta delle note, finali di frase che si librano, droni, lead che "cantano". In pratica, può anche diventare uno strumento di sound design per creare salite, transizioni o effetti tipo "arco elettronico" su una nota isolata, anche su un pedalboard molto carico.
L'uso è immediato: regoli il Gain per dosare l'intensità del feedback (da un leggero fremito a un sustain molto marcato), poi il potenziometro Onset per decidere a quale velocità il feedback "arriva" dopo l'attacco. Questo è uno dei punti chiave della pedaliera: puoi ottenere un feedback quasi istantaneo per lead espressivi, o al contrario una salita lenta per texture più cinematografiche.
Il selettore Type offre 7 tipi: Sub (feedback un'ottava sotto), 1st (unisono), 2nd, 3rd, 5th (armonici fissi, prevedibili e facili da ripetere), oltre a Nat Low e Nat High per una reazione più organica, simile a una vera coppia chitarra-amplificatore, con variazioni possibili da una presa all'altra.
Due switch completano l'arsenale: Dry On/Off (mantieni o meno il suono diretto durante l'effetto) e Momentary/Latching. In Latching, la FreqOut si comporta come una pedaliera standard (on/off). In Momentary, l'effetto è attivo solo finché tieni premuto il footswitch: ideale per "agganciare" un armonico su una nota precisa, punteggiare un riff o attivare un feedback solo alla fine di una frase. Un indicatore luminoso frontale permette anche di visualizzare l'attivazione e la progressione dell'onset.
Da notare per l'ordine degli effetti: poiché la pedaliera costruisce il suo comportamento a partire da un segnale di chitarra il più leggibile possibile, spesso si esprime al meglio all'inizio della catena (prima delle modulazioni e dei delay), pur restando utilizzabile in altre configurazioni a seconda del tuo rig.
La FreqOut mira a un risultato naturale: il feedback non suona come un semplice pitch shifter applicato sopra il segnale, ma come una nota che comincia a "rispondere" e a prendere il sopravvento, con una sensazione di sustain e controllo. I tipi di armonici fissi permettono di mirare a una frequenza precisa (pratico in studio e per raddoppiare linee), mentre le modalità Natural apportano una parte di imprevedibilità più realistica, con comportamenti che ricordano l'interazione tra microfono, amplificatore e posizione.
La dinamica dipende direttamente dal tuo modo di suonare e dalle regolazioni: attacco deciso per attivare più rapidamente, dosaggio dell'onset per lasciare respirare la nota, gain per passare da un feedback sottile a un effetto molto presente. È una pedaliera che può rimanere musicale anche in un set molto pulito, ma che diventa particolarmente entusiasmante con una overdrive o una distorsione (prima o dopo, a seconda dell'effetto ricercato). Tra i musicisti noti che utilizzano questo tipo di strumento su pedalboard troviamo in particolare Andy Summers, Mike Kerr, Nick Reinhart, Doyle Wolfgang von Frankenstein, Aaron Marshall e Mike Stringer.