Con Art of Metal III, Yann Robin firma la conclusione di un ciclo importante dedicato al clarinetto contrabbasso metallico, nato da una collaborazione intima con Alain Billard. Dopo un primo pezzo che confronta lo strumento con un ensemble di 17 strumentisti, e un secondo incentrato sull'elettronica in tempo reale, questo terzo capitolo sintetizza le forze del progetto riunendo solista, ensemble e dispositivo elettronico.
L'idea guida dell'intero ciclo si basa su un approccio metaforico a ciò che il metallo può ispirare: potenza, solidità, energia e brillantezza. La partitura mette in risalto sonorità metalliche intense, sviluppando al contempo colori inediti grazie alle ibridazioni e all'integrazione della voce nello strumento, al servizio di una drammaturgia sonora fisica e incisiva.
La dimensione tecnologica, alimentata dagli strumenti sviluppati all'Ircam, amplifica l'universo di Yann Robin. L'elettronica e la spazializzazione non sono un semplice aggiunta: partecipano pienamente alla percezione della materia sonora, ponendo l'ascoltatore di fronte a un fenomeno acustico di grande presenza. L'opera è dedicata a Susanna Mälkki, all'Ensemble intercontemporain e ad Alain Billard, con una menzione particolare a Robin Meier per il suo sostegno nella programmazione dell'elettronica.