Questa raccolta celebra John Dowland (1563-1626), virtuoso del liuto e compositore di rilievo della musica inglese, le cui songs continuano a sedurre cantanti, strumentisti e appassionati di musica antica. Pensata come una vera immersione nel suo universo, raccoglie 45 pezzi emblematici, con un filo conduttore chiaro: proporre un panorama coerente degli ultimi grandi raccolti di lute songs e delle pubblicazioni associate.
Troverete l'integrale di THE THIRD AND LAST BOOKE, dove si susseguono pagine diventate imprescindibili come Time stands still, Flow not so fast ye fountains o ancora Come when I call (scritta per due voci e due liuti). La scrittura vocale, espressiva e molto prosodica, si sposa con un accompagnamento di liuto finemente cesellato, ideale per lavorare la dizione, l'ornamentazione e l'equilibrio voce-strumento.
La seconda grande parte, A PILGRIMES SOLACE, amplia la palette: songs intime, episodi più narrativi, pezzi con coro, e un gruppo di brani previsti con treble and bass viols (o violino e violoncello), offrendo possibilità di arrangiamenti in piccolo ensemble. Vi si incontra anche una coloritura più internazionale con Lasso vita mia, che apporta un contrasto espressivo all'interno della raccolta.
In aggiunta, tre ayres tratti da "A MUSICALL BANQUET" arricchiscono il programma, incluso il celebre In darkness let me dwell. Infine, la partitura si conclude con GALLIART TO LACHRIMAE, presentato come un solo di liuto da A PILGRIMES SOLACE trascritto per chitarra: un eccellente ponte tra pratica storica e esecuzione moderna, altrettanto pertinente per il concerto quanto per il lavoro sullo stile Rinascimentale.