Il SF-24 riprende il DNA del SF-12, microfono stereo coincidente riconosciuto per la sua separazione e coerenza di fase, e lo associa a un circuito attivo per microfono a nastro. L'obiettivo è chiaro: conservare la firma a nastro (texture, densità, dolcezza degli acuti) apportando un guadagno di uscita e un comfort di livello comparabili a quelli di un microfono a condensatore alimentato phantom. Risultato: un nastro stereo di alta gamma che si integra facilmente nelle catene di ripresa attuali, dai preamplificatori trasparenti alle console, senza compromessi sull'immagine stereo.
Il SF-24 si rivolge a ingegneri del suono, studi e fonici esigenti che desiderano uno stereo realistico e una profondità tipiche dei nastri, con un utilizzo fluido nella quotidianità. La configurazione Blumlein è ideale per catturare l'acustica di una stanza e il posizionamento nello spazio: pianoforte (a coda o verticale), quartetto e ensemble, overheads di batteria quando si cerca ampiezza senza aggressività, ambiances, percussioni, o anche chitarre e amplificatori in ripresa stereo. Grazie alla sua direttività a 8 incrociata, permette anche di "modellare" il bilanciamento direct/room giocando semplicemente sull'orientamento e sulla distanza, mantenendo una coerenza di fase esemplare.
La grande evoluzione rispetto a una versione passiva è la presenza di un circuito attivo ottimizzato per questo tipo di trasduttore. Il SF-24 presenta un livello di uscita elevato (sensibilità dichiarata -38 dBv) e un rumore indotto molto basso, che facilita le riprese delicate (fonti più lontane, ambienti, passaggi morbidi) e riduce la dipendenza da preamplificatori ad altissimo guadagno. L'alimentazione avviene a 48 V solamente, comodo per studi attrezzati e set dove si desidera una soluzione rapida e coerente.
Il SF-24 integra due microfoni a nastro accoppiati, montati uno sopra l'altro in coppia coincidente: ogni capsula è orientata a 45 gradi dal centro, per una configurazione Blumlein classica. I nastri in alluminio da 1,8 micron e la struttura magnete/elemento polare mirano a una risposta in frequenza estesa e lineare (senza picchi o cadute marcate), con una risposta transitoria notevole. Concretamente, ciò si traduce in uno stereo che rimane credibile anche se la posizione varia, e una colorazione fuori asse minima utile per catturare un ensemble senza durezza, o per integrare la riverberazione naturale di una stanza in modo musicale.
L'uscita avviene tramite un XLR maschio a 5 poli (stereo). Questo formato permette di trasportare i due canali in un unico connettore, con un cablaggio chiaro verso due ingressi di preamplificatore. È un vero plus per setup mobili o studi che vogliono mantenere un patch stereo ordinato, senza moltiplicare le complicazioni di montaggio.