Figura emblematica di The Cure, Robert Smith ha imposto un'identità musicale e visiva singolare, allo stesso tempo oscura, elegante e enigmatica. La UltraCure si inscrive in questo approccio: privilegiare il colore, la profondità e la texture piuttosto che la dimostrazione. Mira a quel territorio sonoro così particolare, a metà strada tra la chitarra e il basso, che costituisce la forza di molti brani del gruppo.
La UltraCure si rivolge ai chitarristi intermedi a confermati che vogliono uscire dai registri abituali ed esplorare parti più gravi senza cambiare il loro approccio di gioco. Si dimostra particolarmente pertinente nel New Wave, Gothic, Post-punk e Psyché, ma anche ogni volta che è necessario creare un'atmosfera densa: arpeggi riverberati, linee in picking, accordi aperti che riempiono lo spazio, o riff tesi e minimalisti. È un'ottima opzione per suonare in gruppo quando si vuole lasciare spazio al canto mantenendo una base sonora marcata.
La personalità della UltraCure si costruisce attorno a un registro grave che apporta una sensazione di peso e profondità, pur conservando l'attacco e la leggibilità necessari per motivi ripetitivi e melodie. Su un amplificatore pulito, mette in risalto bassi solidi e medi presenti, utili per far emergere figure alla The Cure. Con effetti (chorus, delay, reverb), eccelle nelle texture e nei tappeti sonori, rimanendo più definita di un basso. A seconda della configurazione elettronica e delle regolazioni, si può passare da un timbro ampio e rotondo a una risposta più tagliente, ideale per attacchi alternati e riff nervosi.