Questa partitura per sax alto e pianoforte si inserisce in un linguaggio contemporaneo profondamente segnato dall'universo del tango caro a Astor Piazzolla. Propone una versione armonizzata delle "Tango-Etudes" (anche chiamate "Études tanguistiques") per sax alto in Mi bemolle, elaborata in continuità con l'edizione originale destinata ai flautisti (1987) e poi con l'adattamento per sax alto solo pubblicato nel dicembre 1989.
La storia di questa edizione è intimamente legata al manoscritto del compositore. Dopo la consegna delle "Tango-Etudes" nella versione per sax alto realizzata in collaborazione con Claude Delangle (1988), viene richiesta a Piazzolla l'armonizzazione per pianoforte. Nel febbraio 1989, da Punta del Este, conferma di aver terminato la parte di pianoforte e invia il manoscritto. La grafia, giudicata molto difficile da interpretare, ha ritardato la pubblicazione di questa versione armonizzata, che vedrà la luce solo successivamente dopo un lavoro meticoloso (menzionato nella prefazione di Yann Ollivo).
Il contenuto musicale si sviluppa in sei études dai climi nettamente differenziati, alternando energia ritmica, tensione espressiva e respiro lirico. È un supporto ideale per affinare la messa a punto con il pianoforte, l'articolazione, la gestione del rubato e il colore stilistico tra tango, scrittura moderna e fraseggio strumentale.