Domenico Scarlatti (1685-1757) rimane una delle figure essenziali della musica per tastiera, soprattutto grazie alle sue 555 sonate, ancora molto apprezzate dagli interpreti. Originariamente concepite per clavicembalo, organo o i primi pianoforti, questo quinto volume mette in luce una scrittura singolare, al tempo stesso brillante e inventiva, in cui si ritrova un uso affascinante delle dissonanze e delle modulazioni "fuori dai sentieri battuti", talvolta verso tonalità lontane. Queste pagine offrono un terreno di gioco musicale stimolante: articolazione, precisione ritmica, gestione degli ornamenti, equilibrio delle voci e senso del discorso sono al primo piano.
Avendo Scarlatti lavorato al servizio delle corti spagnola e portoghese, molti commentatori hanno inoltre rilevato echi di musiche iberiche nel suo linguaggio: svolgimenti melodici, energia danzante, accenti e colori armonici. Questo volume, che copre le Sonate da 206 a 255, raccoglie diverse composizioni particolarmente riconosciute, in una varietà di tonalità e atmosfere, rendendolo una risorsa preziosa per costruire un programma barocco coerente e contrastato. Pensate da un clavicembalista rinomato del suo tempo, queste sonate testimoniano una reale conoscenza dello strumento e costituiscono un'aggiunta essenziale al repertorio di ogni musicista che desideri approfondire l'estetica barocca e la letteratura della sonata per tastiera.