Introdotto all'inizio degli anni '70, l'Omnipressor ha segnato una svolta: non si trattava più solo di "controllare" una traccia, ma di trasformarla in una materia viva, trasformabile ed espressiva. Ideato originariamente da Richard Factor (fondatore di Eventide), poi ripensato per la produzione da Jon Paul, ha posto basi diventate imprescindibili in studio, in particolare la nozione di side chain e approcci che anticipano tecniche oggi comuni come il trattamento "anticipato".
La sua reputazione si è costruita tanto sulla versatilità quanto sull'identità sonora: l'Omnipressor è capace di passare da un controllo trasparente a comportamenti radicali che trasformano l'inviluppo e la percezione del suono. Tra i suoi primi utilizzatori figura Brian May (Queen): un esempio spesso citato per illustrare quanto questo processore possa modificare il rapporto tra attacco, sustain e presenza nel mix.
L'Eventide Omnipressor si rivolge a studi e ingegneri del suono che cercano un compressore/limitatore creativo oltre che uno strumento di gestione del livello. Eccelle su sorgenti dove si vuole ridisegnare l'inviluppo: rullante percussivo, microfoni ambiente esplosivi, basso più stabile senza perdere l'attacco, voce che resta "in primo piano" anche in un arrangiamento denso, o chitarre che guadagnano sustain e impatto.
Grazie al mix Dry/Wet, è particolarmente efficace nella compressione parallela: si conservano i transienti e la dinamica naturale, aggiungendo uno strato controllato (o volutamente aggressivo) per densificare il segnale. La side chain permette inoltre di entrare in logiche moderne di pumping controllato, ducking musicale o filtraggio del rilevatore (ad esempio per evitare che un'energia elevata nelle basse frequenze attivi una riduzione di guadagno troppo intensa).
L'Omnipressor propone un approccio diretto, con controlli lineari che facilitano la regolazione precisa: soglia, attacco e rilascio agiscono sul modo in cui il processore reagisce ai transienti e all'inviluppo globale. Le regolazioni di livello ingresso e livello uscita permettono di ottimizzare il gain staging, mentre i parametri di limit (attenuazione e guadagno) definiscono il campo d'azione dinamico, dalla correzione dolce alla costrizione estrema.
Oltre alla compressione classica, l'Omnipressor si distingue per comportamenti raramente riuniti in un'unica macchina. La funzione Dynamic Reversal inverte la logica abituale: può rafforzare i segnali deboli e indebolire i segnali forti, per ottenere texture sorprendenti, far emergere le code delle note o creare una sensazione di movimento insolita. Il gating schiaccia l'ampiezza sotto una soglia, utile per pulire una registrazione, accorciare una room o rendere una batteria più "asciutta". L'espansione accentua la differenza tra forte e debole, ideale per ridare vita a una traccia troppo uniformata o per rendere un attacco più espressivo.
Quando la priorità è la tenuta sui picchi, l'Omnipressor agisce come un limitatore rapido e versatile. La menzione di compressione infinita indica la capacità di spingersi molto oltre nel controllo, appiattendo drasticamente i picchi quando lo si desidera, mantenendo però margini di manovra tramite i tempi di attacco/rilascio. La side chain consente il controllo tramite una sorgente esterna: ottimo per far "respirare" un pad al ritmo della cassa o per attivare l'azione dinamica su una traccia a partire da un segnale "guida". Infine, il Link permette di collegare più unità, utile quando si vuole un'azione coerente su più trattamenti in catena o in configurazioni multi-unità.