Questi tre grandi mottetti, Quam dilecta, In convertendoe Deus noster refugium, appartengono a un periodo ancora poco valorizzato del percorso di Jean-Philippe Rameau. Composte tra il 1713 e il 1715, queste opere sacre restano relativamente sconosciute, pur rivelando una scienza del contrappunto notevole e una rara capacità di far respirare la linea musicale in passaggi di lirismo straordinario.
La storia di In convertendoè particolarmente significativa: presentato nel 1751 nello spirito di un "concert spirituel", il mottetto fu accolto male, e questo insuccesso ha a lungo influenzato la percezione dell'opera. Questa edizione permette di tornare al testo musicale con uno sguardo rinnovato, basandosi su un materiale di primo piano: la partitura autografa realizzata da Rameau nel 1751, base dell'edizione proposta qui.
Per Quam dilectae Deus noster refugium, la trasmissione è più complessa: le due partiture sono sopravvissute solo attraverso fonti più tarde, risalenti circa al 1770, quindi dopo la morte di Rameau. Questi testimoni tardivi presentano una messa in partitura il cui organico non corrisponde alle sue intenzioni. La presente nuova edizione intraprende così, per la prima volta, un lavoro di ricostruzione per restituire questi mottetti il più fedelmente possibile alla loro forma originaria, conciliando esigenze musicali e coerenza storica.
Pensata sia per gli interpreti che per gli appassionati di musica barocca francese, questa partitura costituisce un supporto prezioso per avvicinarsi a un Rameau sacro, ambizioso ed esigente, dove l'equilibrio tra architettura polifonica ed espressività del testo conferisce tutta la forza al grande mottetto.