All'origine: un desiderio di leggerezza, di flessibilità, di versatilità, la preoccupazione di evitare il più possibile grandiosità ed effetti di retorica. Pochi contorni violenti e marcati, ma piuttosto curve dolci, spirali e sorprese. Un flusso fluido, contrastato dalle turbolenze che genera. Nelle immagini "caotiche" delle turbolenze, si ritrovano le stesse strutture a tutti i livelli di osservazione: da lontano, da vicino, al microscopio... Si troverà così in La Dinamica dei fluidi la trasformazione perpetua, a molte scale diverse, di un movimento semplice a spirale - di vortice, di turbolenza, a volte estremamente rallentato, a volte così accelerato che le forme diventano fugaci o cambiano natura. A grande scala, i vortici diventano ampi flussi, le pendenze della musica. A scala più piccola, si trasformano in figurazioni identificabili, ricorrenti nel pezzo, ma sempre diverse. A volte, minuscole spirali, come fuochi fatui, tentano di sfuggire al flusso dominante e di deviarlo.
Tristan Murail In: Tristan Murail, testi raccolti da Peter Szendy, collana "compositori di oggi", edizioni L'Harmattan / Ircam-Centre Pompidou, Parigi, 2002, 158 pagine (pp 137-138).
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