Polvere grigia a perdita d'occhio sotto un cielo grigio senza nuvole e lì all'improvviso o poco a poco dove polvere sola questa bianchezza da decifrare.* L'estran è questa distesa destinata a scomparire e riapparire, presa tra la marea alta e la marea bassa, immagine di un tempo ricominciato, distesa invernale abitata da luci grigie che evidenziano, sottraggono per invasione. L'estran è un luogo che non esiste, destinato all'attesa del flusso e del riflusso, rivelando, nei giorni di grande vento, uno spazio impeccabile, ricominciato anch'esso, chiarificato, luogo forse che dischiude una pazienza interiore. Jérôme Combier* Samuel Beckett, Per finire ancora e altre sventure, p 13, ed. De Minuit