L'Apollo x16 è destinata agli studi che dispongono già di preamplificatori esterni, canali di console, sommatori o di una grande console da studio, e che desiderano un'interfaccia rack focalizzata sull'essenziale: molte ingressi/uscite linea, una conversione all'avanguardia e un monitoring impeccabile. Questa seconda generazione spinge ancora più in là la precisione dei convertitori e rafforza l'orientamento "studio professionale" della x16, in particolare per configurazioni multicanale e mixaggio immersivo.
Nella gamma, la x16 rimane la soluzione ideale quando si privilegia la connettività Sub-D25, un'integrazione pulita in rack, e un ambiente di produzione dove la stabilità del clock, la coerenza dei livelli e l'affidabilità del monitoring contano tanto quanto la qualità sonora.
Se gestite sessioni dense (musica per immagini, post-produzione, registrazione live multitraccia, produzione elettronica con molto outboard), l'Apollo x16 è una base solida: combina latenza controllata, routing flessibile e trattamento UAD in tempo reale. Il suo formato 19 pollici in 1U si inserisce facilmente in un rack, mantenendo una vera logica "studio" grazie ai connettori professionali (XLR per il monitoring, Sub-D25 per le linee, AES/EBU e Word Clock per la sincronizzazione).
È inoltre pensata per studi che vogliono consegnare mix che "traducano" ovunque: l'Apollo x16 integra la correzione di monitoring Apollo Monitor Correction (tecnologia Sonarworks) per rendere affidabili le vostre decisioni di bilanciamento, equalizzazione e dinamica, sia in stereo che in multicanale.
Il cuore dell'Apollo x16 è la sua catena di conversione AD/DA a 24 bit/192 kHz, associata al Dual Crystal Clocking per ambienti a bassa jitter. Risultato: transienti più leggibili, stereo più stabile e una sensazione di profondità più consistente, particolarmente apprezzabile nel momento di calibrare un mix o ottimizzare una catena di mastering.
Il punto di forza di questa generazione è l'associazione della conversione con Apollo Monitor Correction alimentata da Sonarworks, per ottenere un ascolto più neutro sulle vostre casse o cuffie. In pratica, questo riduce le brutte sorprese passando da uno studio all'altro, e aiuta a garantire la coerenza di un mix finale, sia stereo, surround o immersivo.
Per la produzione immersiva, l'Apollo x16 permette di costruire mix multicanale fino a 9.1.6 e di creare sessioni audio immersive a 16 canali per configurazioni tipo Dolby Atmos, Auro-3D o Sony 360 Reality Audio. Per il monitoring surround, l'interfaccia supporta anche formati fino a 7.1 con calibrazione degli altoparlanti e downmix, un vantaggio chiave per verificare rapidamente la compatibilità delle vostre versioni.
L'applicazione UAD Console fa da collegamento tra il vostro studio e il motore di mix interno: gestione del routing, inserimento di plug-in, monitoring e creazione di un ambiente di lavoro coerente sessione dopo sessione. Le funzioni orientate alla produzione moderna, come il gestore dei bassi, il supporto del suono immersivo e le scene di plug-in, permettono di accelerare la configurazione di un template, per poi richiamarlo istantaneamente a seconda del progetto.
Combinando il DSP HEXA Core e i trattamenti nativi della vostra DAW, ottenete un workflow ibrido potente: riservate i trattamenti UAD in tempo reale alle tracce sensibili (voci, strumenti, bus), mantenendo la flessibilità e la capacità di calcolo del vostro computer per il resto.
La x16 è progettata per evolversi: potete mettere in cascata fino a quattro interfacce Apollo compatibili Thunderbolt per raggiungere un'architettura consistente in conversione, utile quando si lavora con grandi console o rack di outboard. Può anche coesistere con altre interfacce Apollo Thunderbolt in rack, e essere controllata dalla scrivania tramite un'Apollo Twin o x4, semplificando la quotidianità quando l'interfaccia principale è installata in rack tecnico.