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Ref.: 215265

Descrizione

Tre Cantate con Flauto Dolce

A cura di Barbara Sachs

Per soprano (d'-a''), due flauti dolci e bc



Augellin, vago e canoro
Filli, tu sai s'io t'amo
Mentre Clori la bella


Augellin, vago e canoro, in re minore, presenta tre arie da capo, tutte in metri ternari, separate da recitativi. I flauti dolci introducono o ripetono la voce nella prima aria, concludono la seconda aria che è senza di loro, e forniscono un accompagnamento completamente indipendente durante l’ultima aria. Le sincopi rendono la seconda e la terza aria imprevedibili come le capricciose del piccolo uccello.

Filli tu sai ch’io t’amo, in do maggiore, inverte la struttura, incorniciando due arie da capo tra tre recitativi molto brevi. Nelle arie i due flauti dolci si alternano con la voce solista, suonando in terze in stile trio molto moderne (e in passaggi indicati come unisoni). Il cantante è graziosamente insistente mentre rimprovera Filli per non riconoscere cosa significhi amare.

Mentre Clori la bella, in do minore, è sorprendentemente priva di qualsiasi accenno alla forma aria da capo. Presenta una Clori determinata a non avere più nulla a che fare con Fileno, che però sta ascoltando questo sfogo. Il suo stato d’animo non è però così lineare, e la struttura in tre parti spiega il suo dilemma. Il recitativo d’apertura è principalmente del narratore, la prima aria, con i flauti dolci che ripetono la voce e armonizzano le cadenze, è cantata due volte (avvertendolo di non aspettarsi più nulla da lei), seguita da un ritornello strumentale. Un lungo recitativo e un’aria – ripetuta per intero, ma senza flauti dolci, e seguita da un ritornello strumentale – affermano che lei lo aveva amato una volta, ma che dopo qualunque cosa lui abbia fatto, ora può solo sperare di vendicarsi. Un breve recitativo esprime qualche dubbio, e l’aria seguente con i flauti dolci non ha ripetizione, anche se le sue quattro strofe sono impostate due volte, promettendo una ritrattazione del suo disprezzo. In questa cantata le seste napoletane sottolineano tutte le parole più drammatiche (sospiri; folle t’inganni; temprati i sdegni).
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