Con la Sonata per violoncello in Re maggiore op. 102 n. 2, Beethoven ci conduce ai confini del suo stile tardo. Composta nel 1815, quest'opera si distingue per un linguaggio talvolta austero, una densità di scrittura notevole e un modo molto personale di far evolvere la forma sonata a partire da uno schema classico. Per il violoncellista, è una partitura in cui l'esigenza musicale va di pari passo con una vera ricerca del suono, della conduzione della frase e dell'equilibrio.
Il primo movimento mette in risalto l'arte di Beethoven nella trasformazione tematica: i motivi si rispondono, si combinano e si trasformano con una logica implacabile, richiedendo un ascolto costante tra la linea del violoncello e il discorso globale. Nel Finale, l'"Allegro fugato" testimonia il suo interesse per il contrappunto tradizionale, traendo da un materiale semplice una costruzione fugata elaborata. Questa scrittura, allo stesso tempo strutturata ed espressiva, ne fa un'opera di scelta per approfondire l'intonazione, la precisione ritmica, la chiarezza degli attacchi e la padronanza delle voci.
Questa edizione Urtext, preparata da Jens Dufner, si basa sui suoi lavori realizzati per l'apparato critico dell'Edizione integrale delle opere di Beethoven. Propone così un testo musicale di alto livello scientifico, completato da una prefazione e un commento critico che espongono la concezione dell'opera e le questioni legate alle fonti. Le diteggiature fornite da Ian Fountain e David Geringas offrono piste di lavoro concrete, lasciando al contempo la libertà di elaborare le proprie soluzioni grazie alla parte senza diteggiatura.