Con Werther, Jules Massenet realizza uno dei passaggi più significativi della letteratura sulla scena lirica: ispirato al romanzo epistolare di Goethe (1774), l'opera trasforma l'introspezione e il monologo interiore in teatro musicale, soprattutto attraverso grandi duetti di potenza emotiva straordinaria tra Werther e Charlotte. Questa partitura mette in luce la scrittura così caratteristica di Massenet: una strumentazione raffinata, capace di suggerire la fragilità psicologica dell'eroe, pur dispiegando a tratti gesti drammatici ampi, sostenuti da una linea vocale pienamente operistica.
Il materiale musicale presentato qui si distingue per il suo approccio editoriale: contrariamente alle edizioni precedenti, questa versione è stabilita a partire dall'autografo del compositore e propone così la versione originale dell'opera. Alcuni aggiustamenti storicamente legati alla prima rappresentazione del 1892 (riduzioni apportate da Massenet, probabilmente a causa delle difficoltà vocali dell'interprete originario del ruolo) sono qui esclusi, restituendo piena portata alla costruzione del finale e alla respirazione drammatica complessiva. Per direttori d'orchestra, registi, cantanti e pianisti collaboratori, è una base di lavoro preziosa per affrontare Werther con una coerenza musicale e drammaturgica rafforzata, il più vicino possibile alle intenzioni iniziali.
Infine, la presenza di una traduzione tedesca del libretto (Anna Klopries) facilita l'uso di questa partitura in ambito germanofono e supporta il lavoro di dizione, comprensione del testo e articolazione della frase, elementi essenziali in quest'opera dove ogni inflessione serve il dramma.