Il clarinetto basso è uno strumento esigente, la cui presa in mano non si riduce a un semplice "trasferimento" dal clarinetto soprano o dal sassofono. Questo metodo mette l'accento su ciò che rende specifico lo strumento: l'imboccatura, la colonna d'aria, la gestione dei registri e la padronanza di una tessitura ampia, talvolta sconcertante nelle prime settimane. L'obiettivo è guidare l'esecutore verso una pratica più stabile, confortevole e musicale, lavorando con regolarità sui punti chiave.
Il percorso inizia con un'introduzione strutturata attorno al materiale e allo strumento (bocchini, legature, ance), senza dimenticare la notazione. Seguono esercizi preparatori essenziali (ottave, intervalli gravi e acuti con chiave di 12a), poi un lavoro per registri: grave per l'apertura e l'agilità delle dita, medio per la precisione delle posizioni, acuto per lo staccato e la chiarezza dell'attacco. Il metodo affronta anche le diteggiature acute e sovracuti, spesso decisive per acquisire fiducia e intonazione.
Un capitolo è dedicato agli effetti e alle tecniche frequentemente incontrate nella musica odierna: vibrato, flatterzunge e growl, ghost notes, glissandi, appoggiature, trilli, tremoli, slap e altri effetti. Esercizi di flessibilità dell'imboccatura completano il tutto, prima di una sezione di brani che permettono di mettere in pratica le acquisizioni: un adattamento di Bach (Courante dalla Partita n. 2), uno studio "tanguistico" di Piazzolla (Étude Tanguistique n. 5), un omaggio jazz nello spirito di Charlie Parker, e uno studio sui cambi di registro firmato M. Pellegrino. Un contenuto ideale per costruire una base solida, arricchire la propria tavolozza sonora e guadagnare in scioltezza.