Composto con il sostegno della Sacem nell'ambito del centenario della nascita di André Jolivet, Un souffledi Bruno Mantovani si inserisce in una diretta filiazione con la Suite en concert: stesso organico (flauto e quattro percussioni), stessa ricerca di una musica che richiama l'idea di cerimonia, di pulsazione e di trance controllata. Questa partitura contemporanea mette in primo piano il colore strumentale e la messa in spazio del tempo musicale, con un'attenzione costante rivolta alla circolazione degli attacchi, alle risonanze e alle sovrapposizioni.
La prima parte si costruisce su una periodicità insistente, come una trama rituale, mantenuta dall'intreccio delle percussioni. Poco a poco, il flauto si distacca da questo movimento ciclico per introdurre figure dapprima puntilliste, poi sempre più dense e complesse, facendo oscillare l'ascolto verso un'energia di pulsazione affermata. Questa pulsazione diventa a sua volta fonte di squilibrio quando si instaura un processo di spostamento tra diversi strati, creando una tensione drammatica ideale per il concerto.
L'opera si conclude in una contemplazione inquieta: uno statismo fragile, trafitto da brevi elementi che evocano alcune impronte sonore dell'elettroacustica. Una scelta pertinente per flautisti e percussionisti alla ricerca di un pezzo di musica da camera esigente, espressivo e centrato sulla precisione ritmica, la finezza del timbro e la padronanza delle dinamiche.