Assonance IIIsi inserisce nella continuità delle Assonances, ciclo ancora aperto in cui la nozione di "assonanza" (nel senso di prossimità di timbro e vocale, piuttosto che di rima) diventa una metafora della scrittura musicale. Attraverso questo pezzo, Michael Jarrell sviluppa un pensiero del suono fondato sulla relazione, la distanza e la trasformazione, appoggiandosi su materiali ricorrenti che si possono "rivedere", riprendere, variare e colorare.
Scritto per clarinetto basso, violoncello e pianoforte, l'opera mette in gioco un ascolto da camera particolarmente preciso: equilibrio dei piani, gestione delle risonanze, passaggi di testimone tra registri e tessiture. Il pianoforte non è solo un sostegno armonico, ma un partner di percussione, risonanza e proiezione, mentre clarinetto basso e violoncello esplorano le loro zone di attrito (fiato, grana, attacco, continuità del suono), fino ai limiti assunti dello strumento e della scrittura.
Questa partitura di musica contemporanea sarà adatta agli interpreti e agli ensemble che desiderano lavorare un repertorio odierno, esigente e finemente costruito, dove la forma avanza per focalizzazioni successive, variazioni di colore e ricomposizione del materiale. Un riferimento pertinente per approfondire l'universo di Jarrell, tra ciclo, auto-analisi e ricerca strumentale.