Questa raccolta di spartiti si inserisce nella conclusione della trilogia Solo Piano e ne riflette tutta la drammaturgia: dopo l'innocenza del primo opus (2004) e l'evidenza pop cesellata del secondo (2012), Solo Piano III segna un punto di svolta in cui Chilly Gonzales assume maggiormente l'ambiguità. Qui, il pianoforte non cerca più a tutti i costi di compiacere l'orecchio: le dissonanze, gli attriti e gli accordi misteriosi diventano una materia musicale a sé stante, prima destabilizzante, poi decisamente coinvolgente.
Concepiti per rivelare una "meccanica" talvolta ingannevole all'ascolto, queste trascrizioni mettono in luce la precisione del tocco, l'equilibrio delle voci e la logica dei motivi. Vi si ritrovano preludi, ostinati, atmosfere sospese ed impulsi più narrativi, caratteristici di una scrittura al confine tra il classico contemporaneo e un jazz reinventato. La raccolta riunisce 9 pezzi tratti dall'album Solo Piano III, ai quali si aggiungono due bonus presi da Chambers : "Solitaire", respiro intimista, e "Cello", un finale né maggiore né minore, proposto in modalità a 2 per pianoforte e violoncello.
Indice incluso: Pretenderness, Prelude In C Sharp Major, Chico, Ellis Eye, Be Natural, Lost Ostinato, Solitaire (dall'album CHAMBERS), Present Tense, Blizzard In B Flat Minor, October 3rd, Cello Gonzales (dall'album CHAMBERS).