Nato all'inizio degli anni 2000 nella scia delle testate britanniche di carattere, il Peacemaker si è fatto un posto tra i chitarristi rock in cerca di un suono vivo, nervoso e senza artifici. Questa versione modernizzata conserva il DNA "Made in UK" e la scelta del completamente valvolare, ma in un formato 2 watt pensato per ritrovare il tocco e l'armonicità di un grande amplificatore... senza doverlo spingere a livelli sonori irragionevoli.
Il Ashdown Peacemaker si rivolge al chitarrista che privilegia il sentire (attacco, compressione naturale, risposta al potenziometro di volume della chitarra) piuttosto che una lista infinita di preset. Perfetto per lo studio (facile da registrare), le prove e i palchi dove si cerca un amplificatore che "lavori" senza dominare il mix, eccelle dal rock britannico e indie al blues-rock, e sa anche andare verso registri più "US" in crunch/drive grazie al suo ingresso dedicato.
Qui si adotta una filosofia volutamente diretta: 1 canale, niente riverbero integrato, niente loop effetti, niente footswitch. L'interesse è altrove: due ingressi con voicing distinto ("Light" e "Dark") per cambiare personalità già al primo stadio, un EQ a 3 bande per scolpire la base e la presenza, e un duo Gain/Volume che permette di scegliere tra un clean arioso, un crunch granuloso o un drive più denso. L'uscita cuffie aggiunge un vero comfort di gioco, e le uscite per altoparlante permettono di sfruttare l'amplificatore con un cabinet adatto.
Grazie alla sua tecnologia valvolare (preamplificatore con ECC83 e finale con 6V6), il Peacemaker offre una texture ricca di armoniche, con quella sensazione di "rimbalzo" sotto le dita che fa la differenza appena si sfuma il tocco. L'ingresso Light (UK) favorisce il mordente e il lato incisivo: ideale per ritmiche rock, lead che penetrano e un crunch "vintage" pieno di carattere. L'ingresso Dark (US) enfatizza lo spessore e la rotondità: perfetto per crunch più ampi, drive più strutturati e suoni che sopportano molto bene le pedaliere a monte. Da notare: alla data di consultazione, la sezione "artist usage" su Equipboard non evidenzia artisti associati specificamente a questo modello, lasciando così tutto lo spazio alla vostra firma sonora personale.