Elaborato nel 1926, questo metodo pedagogico per strumenti ad arco pone la qualità della sonorità al centro dell'apprendimento. Il suo principio è semplice e terribilmente efficace: consolidare prima la tecnica dell'arco, prima di introdurre progressivamente la mano sinistra. Questa scelta dà allo studente il tempo di acquisire riferimenti corporei chiari, evitare compensazioni e costruire un'emissione sonora sana, essenziale per il proseguimento del percorso.
Il lavoro sulle corde vuote occupa un posto centrale. Permette di stabilire una tenuta dell'arco naturale, migliorare la regolarità del gesto e sviluppare un vero controllo del suono. Nel corso degli esercizi, l'apprendente impara ad ascoltare finemente il risultato prodotto e ad aggiustare i parametri fondamentali: velocità dell'arco, pressione esercitata e punto di contatto. Questa progressione metodica favorisce una sonorità più omogenea, un fraseggio più fluido e una continuità musicale più convincente fin dalle prime settimane.
Una volta acquisita questa base, l'introduzione della mano sinistra avviene con maggiore serenità: lo studente può concentrarsi sull'intonazione e sui posizionamenti senza "perdere" il suono. Particolarmente pertinente per un principiante di violino, viola, violoncello o contrabbasso, questo metodo si integra facilmente in un percorso moderno (conservatorio, scuola di musica, laboratorio d'orchestra) e costituisce un supporto affidabile sia per l'insegnante che per l'autonomia guidata a casa.