close
Info
close
close
My shopping cart

Il suo carrello è vuoto...

Totale:
0
close
I miei preferiti
L'elenco dei preferiti è vuoto
close

LANGUAGES

France
English Version
België
Nederland
Luxembourg
Portugal
Italia
Deutschland
Österreich
España
favorite_border
preferiti
icon-cart
Carrello
close
filter_list

Lemoine HUREL PHILIPPE - PAS A PAS

81
o
icon-cart Aggiungere
favorite_border
Online : spedizione immediata
shipping icon
Spedizione a partire da  a partire da 9.99 €
reference icon
Ref.: 388494

Descrizione

Riassunto

08/10/2015 - Venezia - Biennale, Sala delle Colonne - Ensemble Recherche

Descrizione

Quindici anni fa, scrivevo Figures libres per l'ensemble Recherche al completo. Questo nuovo pezzo ha una particolarità - ed è un desiderio dell'ensemble - che non coinvolge il trio d’archi, pur così emblematico per Recherche. Tra i due pezzi, le differenze non si fermano qui: il primo è diretto e la sua forma è stata in gran parte predeterminata prima della scrittura, il secondo è un’opera di musica da camera e, dal punto di vista formale, è stata organizzata progressivamente, passo dopo passo.
Tutto sembra quindi separare questi due pezzi, tanto sono diversi i progetti che li hanno generati. Eppure, è proprio questo contrasto tra le due proposte che mi ha spinto a riprendere dei principi sviluppati in Figures libres, che non avevo più utilizzato da allora, e che potrei definire come principi di "contaminazione". Texture sonore o situazioni musicali distinte, sovrapposte o giustapposte, finiscono per contaminarsi al punto da assomigliarsi e costituire un’unica e medesima texture, un’unica e sola struttura. In Figures libres, da un lato c’è il trio d’archi e dall’altro i fiati e il pianoforte che, giustapposti, fanno sentire, fin dall’inizio del pezzo, strutture musicali differenziate, persino contraddittorie. Qui, in assenza degli archi, sono il pianoforte e la percussione da un lato e i tre legni dall’altro, che creano, fin dalle prime battute, questi due livelli che sembrano non avere alcun rapporto tra loro ma che, per contaminazione ritmica e morfologica, finiranno per fondersi in spettri percussivi e risonanti prima di riprendere la loro autonomia e poi riformarsi in gruppi di due o tre per contaminarsi ancora.
Lungi da un gioco sterile di costruzione formale, lo scopo di queste trasformazioni successive è, come si sarà capito, di organizzare la drammaturgia del pezzo e di variare la percezione dell’ascoltatore.
Rivisito quindi qui dei principi che avevo messo in atto circa vent’anni fa, allora confortato dalla lettura di un libro significativo di Claude Simon, Leçon de choses, in cui diversi racconti, apparentemente autonomi ed eterogenei, si contaminano attraverso odori, colori, erotismo, violenza... e finiscono così per creare una situazione narrativa se non del tutto comprensibile, almeno del tutto omogenea sul piano della percezione.
Ancora una volta, noto che dei principi di composizione che si sono messi in atto nel passato possono essere messi da parte per diversi anni per riemergere in un contesto favorevole al loro sviluppo. Qui, pensare all'ensemble Recherche ha funzionato come la madeleine di Proust, rimandandomi allo spirito delle sensazioni e dei pensieri musicali che avevo sepolto.

Scrivere, meticolosamente, ma prendendo distanza, poco tempo - la commissione è implacabile -, stimando le possibilità offerte dalle cancellature del giorno prima, passo dopo passo, e senza voltarsi più del necessario perché la fine dell’opera non è decisa dall’autore ma dagli altri attori, dall’incisore ai musicisti, dal programmatori all’editore. Questa inquietudine, Maurice Blanchot l’ha espressa meglio in L’Espace littéraire...

Philippe Hurel
Riferimento contrassegnato 29226
Videos
Consigli sull'ordine
romain_c - thibaud_h

Romain

consulente per Libreria musicale

Contacta +33 257 880 074
Vedere l'orario ›
thumb_up