Progettato per giovani flautisti, questo metodo propone una progressione graduale e coerente, organizzata in otto cicli di quattro lezioni. Ogni ciclo si conclude con una sessione di revisione, che permette agli studenti di riattivare le loro automatismi, stabilizzare la lettura e integrare meglio le nozioni musicali affrontate nelle tre lezioni precedenti. Questa logica di consolidamento aiuta a procedere con fiducia, lasciando spazio a ritorni regolari sui punti essenziali.
L'approccio consente di iniziare simultaneamente flauto e solfeggio, senza richiedere uno studio preliminare. Gli esercizi, volutamente molto brevi, sono sempre collegati ai brani che precedono: l'obiettivo è andare dritti al gesto e all'ascolto, senza appesantire la lezione. Non è infatti necessario lavorare tutto ad ogni lezione: l'abbondanza di materiale dà al docente la libertà di scegliere, distribuire (soprattutto nella didattica di gruppo) e tornare su lezioni già studiate per rafforzare il deciframento, l'intonazione e la musicalità.
Il metodo prevede anche un quadro pedagogico chiaro: contiene poche indicazioni tecniche dettagliate (postura, respirazione, posizione delle mani). Si pratica quindi con l'accompagnamento di un insegnante, che potrà trasmettere fin dalla prima lezione i suoi principi strumentali e musicali. Come suggerisce il suo nome (Hodos: "strada"), si presenta come un percorso segnato: all'allievo e all'insegnante il compito di compiere il viaggio, dando senso al suono, alla frase e all'ascolto.
I brani d'ensemble (duetti, trio, quartetti) sono pensati per essere suonati in gruppo, ma rimangono utilizzabili in solo, con o senza accompagnamento del docente. Le canzoni popolari, talvolta poco conosciute dai bambini, sono accompagnate dai testi: cantarle diventa un vero strumento per sviluppare l'orecchio, il fraseggio e la memoria musicale. Infine, brevi stimoli all'immaginazione punteggiano il percorso, non come distrazione, ma come uno strumento fondante dell'educazione musicale e tecnica del flautista.